venerdì 4 maggio 2012

Chiusura della compagna elettorale


Una campagna elettorale non è solo la somma di più liste e di candidati, che trovano coesione intorno a un programma per poi esporlo ai cittadini, chiedendo loro se la propria visione della città corrisponde alla loro. La nostra campagna elettorale è stata molto di più: un incontro tra persone, appartenenti a generazioni diverse o a provenienti da percorsi diversi, che hanno trovato nella passione e nell’impegno a favore della propria città un terreno comune di confronto, di condivisione, anche di amicizia. Di questa campagna, tra i ricordi più belli, ci sono i tanti volti giovani, la loro voglia di mettersi in gioco, di dimostrare che non serve a niente avere le mani pulite, se si tengono in tasca. E a loro dico grazie per l’entusiasmo messo in ogni azione fatta oltre che per la bravura con cui hanno organizzato eventi, dimostrando che l’arte, la musica, possono essere gli strumenti giusti con cui realizzare un nuovo modello di vivibilità del capoluogo. Loro, che nei giorni scorsi hanno scritto un appello contro la “politica della porchetta”, sono stati i principali artefici della festa di chiusura di questa sera, con inizio alle 19. Oltre a me, saliranno sul palco Vincenzo Maruccio, Gian Franco Schietroma e Fabrizio Cristofari. Musica e la proiezione di cortometraggi (tra cui uno dedicato alla nostra città, realizzato da Vincenzo Maria Saggese e Gioia Spaziani) completeranno il programma della serata. Appuntamento a tra poco, in piazza Martiri di Vallerotonda, al campo sportivo. Vi aspetto.


giovedì 3 maggio 2012

Ai miei concittadini

Voglio cominciare questa lettera con “Dove eravamo rimasti?”: perché la storia,  la storia che stavamo scrivendo insieme e che raccontava del riscatto di Frosinone è stata bruscamente interrotta.

In questi giorni pullulano i “professionisti dell’amnesia”, che sembrano aver dimenticato tutto quello che avevamo fatto:  avevamo riqualificato Largo S.Antonio, la SS.Annunziata, la Villa Comunale, avevamo avviato i lavori dell’ascensore inclinato, avevamo rifatto tutti i sottosistemi del Centro Storico e tutta la sua pavimentazione, avevamo avviato il contratto di quartiere Cavoni. Ma, soprattutto, avevamo cominciato a sentirci una vera comunità.

Perché una città non è un luogo fatto di case, macchine, strade, parcheggi, autobus e sacchetti di spazzatura: la città è innanzitutto un luogo dove vivono le persone. E una città diventa bella, vivibile, se gli abitanti vengono trattati non da sudditi, ma da cittadini.

Troppe volte, nel recente passato, abbiamo assistito alle chiacchiere di chi prometteva milioni di posti di lavoro, di chi ha approfittato della buonafede di tante persone  per raccontare di un’Italia che non c’è: truffatori e bugiardi che stanno facendo pagare ai più poveri e ai più onesti le fandonie raccontate per anni.

Mi rivolgo ad ognuno di voi per ribadire che un politico serio, un Sindaco che tiene veramente alla propria città, non si limita ad amarla: la rispetta e soprattutto ne rispetta i cittadini.

Non vi rispetta chi racconta fandonie. Non vi rispetta chi vi promette posti di lavoro. Non vi rispetta chi oggi vi paga le bollette, perché fa in modo che voi gli dobbiate dire “grazie”.

Io, se mi darete la possibilità di tornare ad essere Sindaco di Frosinone, non cercherò mai il vostro “grazie". Perché non mi permetterò mai di approfittare del vostro disagio per trasformare un vostro diritto in un “mio” favore.

Un buon Sindaco non promette un posto di lavoro, non paga bollette, ma si batte – con tutte le proprie forze – affinché ai suoi concittadini sia garantito il lavoro e la possibilità di pagare una bolletta senza dover dire grazie a nessuno.

Le vostre speranze per il domani possono realizzarsi solo se da oggi tutti insieme iniziamo a costruire il presente, ricominciando a scrivere la nostra storia. La storia del riscatto di una città, Frosinone, che nessuno può permettersi di umiliare.
Domenico Marzi

Domenico Marzi da oggi anche su twitter

Decisamente in ritardo, anche perché queste nuove forme di comunicazione si addicono di più ai giovani della mia coalizione, comunque anche io sono su Twitter: un altro modo per consentirvi di seguire la mia campagna elettorale. Spero comunque che preferiate sempre incontrarmi personalmente e non attraverso lo schermo di un computer e per questo motivo vi aspetto domani sera alle 19 in piazza Martiri di Vallerotonda dove si terrà la festa finale di questa straordinaria campagna elettorale. Vi aspetto!!!

MARZI: Bisogna dare più risorse alla Protezione Civile


mercoledì 2 maggio 2012

Comizio di chiusura

Mai più complici - Adesione di Domenico Marzi alla Petizione di Se Non Ora Quando

In queste ore ho aderito alla petizione lanciata sul web dal Comitato SE NON ORA QUANDO che chiede un impegno concreto do ognuno di noi affinché si ponga termine alla quotidiana violenza contro le donne. Vi invito a leggere l'appello, a sottoscriverlo e a diffonderlo tra i vostri amici e conoscenti: poniamo fine a questo orrore.
Domenico Marzi

Mai più complici
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà.
E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà.
Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla.
Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne
Il Comitato Promotore SNOQ è composto da: Elisabetta Addis, Roberta Agostini, Antonella Anselmo, Cristina Biasini, Alessandra Bocchetti, Annapaola Briganti, Francesca Caferri, Patrizia Cafiero, Anna Carabetta, Rita Cavallari, Carlotta Cerquetti, Cristina Comencini, Francesca Comencini, Licia Conte, Silvia Costa, Antonella Crescenzi, Elisa Davoglio, Ilenia de Bernardis, Cecilia D’Elia, Nicoletta Dentico, Sara De Simone, Titti Di Salvo, Emma Fattorini, Valeria Fedeli, Donatella Ferrante, Alessandra Ferrando, Maddalena Fragnito, Fabrizia Giuliani, Mariella Gramaglia, Cinzia Guido, Francesca Izzo, Francesca Leone, Eva Macali, Perla Moriggi, Fabiana Pampanini, Renata Pepicelli, Flavia Perina, Marinella Perroni, Donatina Persichetti, Fabiana Pierbattista, Ilaria Ravarino, Lidia Ravera, Annamaria Riviello, Simonetta Robiony, Sofia Sabatino, Linda Laura Sabbadini, Serena Sapegno, Lunetta Savino, Giorgia Serughetti, Viviana Simonelli, Loredana Taddei, Sara Ventroni, Annalisa Rosselli.

domenica 29 aprile 2012

Lettera di Domenico Marzi a Michele Marini


Caro Michele,

perdonerai il tono accorato e confidenziale dell’incipit: mi rendo conto che sto per chiederti un grosso favore in un periodo, quello dell’ultimo scorcio di campagna elettorale, in cui gli impegni sono più gravosi e richiedono un notevole dispendio di energie mentali e fisiche. Questa mia premessa non deve spaventarti: ti chiederò,
cortesemente, di fare qualcosa che sicuramente è alla tua portata. Mi rendo conto che, in questi cinque anni, inaugurare opere da te non progettate è stato abbastanza faticoso, quindi non cercherò di appesantire ulteriormente le tue spalle, già gravate da una pesante fascia da sindaco e da quel paio di forbici per tagliare nastri
nascosto nel taschino della giacca. Vorrei chiederti, caro Michele, di rovistare tra le tue cose più care, laddove custodisci la documentazione relativa all’appalto della Monti Lepini, probabilmente, o dove c’è una copia dell’impegno di spesa di 50mila euro per il progetto “Vola in centro”. Lì, forse, troverai il tuo badge di
impiegato al ministero. Triste, arrugginito, provato da anni e anni di inutilizzo. Restituisci un sorriso al tuo cartellino: scrostalo dalla polvere che si sarà depositata su esso in ragione della lunghissima inattività. Lucida bene la banda magnetica: potrebbe esserti utile, a giorni, perché  dovrai rassegnarti a riporre fascia e forbici nel
cassetto per fare quello che i nostri concittadini fortunati già fanno: andare a lavorare. Se il badge non dovesse funzionare, se per sfortuna si fosse smagnetizzato, ebbene, non preoccuparti: non resterai senza un’occupazione. Mi farò portavoce presso l’amico Nicola Ottaviani della tua istanza perché trovi un luogo a te congeniale per
proseguire la tua attività professionale: penso che, da ente in via di abolizione qual è, la Provincia sarà la tua destinazione naturale. Da lì, come sai, non credendo nell’ente al pari della maggioranza degli italiani, sono andato via. Quindi ti ho lasciato via libera.

Cordialità,

Domenico Marzi